NativiDigitali: Progetto Green Geek School Education

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In Italia c’è una nuova emergenza. Ha radici profonde, colpisce indistintamente tutte le fasce della popolazione, in particolare i giovani. Non parlo né della crisi economica, né tantomeno della piaga del precariato.
No, parlo di un deficit strutturale e diffuso nelle conoscenze informatiche e del loro ecosistema da parte degli italiani. I dati parlano chiaro.
Mai come ad oggi, in Italia, la dicotomia adottivi-nativi digitali è stata tanto sconfessata: i giovani sono sì più avvezzi all’uso delle nuove tecnologie,ma ne ignorano quasi completamente le potenzialità, la cultura e le occasioni,limitandosi ad un uso superficiale e poco responsabile delle stesse.
Come risolvere questa situazione, resa ancor più tragica dalla totale indifferenza degli stessi giovani nei confronti degli strumenti che potrebbero cambiare loro la vita?
La mia proposta – una realtà di fatto, ormai – si chiama GSE.
Il Green Geek School Education (acronimo “GSE”) è un progetto educativo no profit al quale ho dato via in Green Geek, l’associazione tecnologia milanese già partner di Wired per “Sveglia Italia!”. Ha come target gli studenti di scuole superiori ed università.
Le modalità attuative sono semplici: si tratta d’incontri frontali di circa due ore, strutturati in maniera non lineare e multidisciplinare, condotti attraverso l’esposizione di esempi concreti applicati al suolo nazionale e una dialettica fortemente improntata alla motivazione e alla valorizzazione di gruppi e individui.
Tradotto: si tratta di andare scuola per scuola ad educare i “nativi digitali” ad un uso consapevole ed efficace delle nuove tecnologie, nonché al diffondere una vera “cultura dell’innovazione” che parta da alcune basi concettuali utili a comprendere il mondo dell’IT e non solo.
Ad oggi il progetto ha raggiunto cinque scuole nella provincia di Varese, coinvolgendo 2000+ studenti; ha ricevuto fino ad ora critiche entusiaste da parte di presidi, docenti e alunni; è stato oggetto del videocontributo del Vicepresidente del Parlamento Europeo ed è stato recentemente presentato al VEGA.
I concetti di cui parlo, per fare qualche esempio, sono quelli di smart city, di start-up, della net neutrality. Tematiche che risultano banali e scontate agli occhi degli addetti ai lavori, ma che fin troppo spesso sono a dir poco incomprensibili – e ignorate – da chi invece ne dovrebbe essere avvezzo.
Si tratta di mettere degli strumenti conoscitivi nelle mani dei nostri giovani, così che non si trovino a competere con archi e frecce contro gli altri giovani europei e non solo, che ad oggi risultano decisamente meglio equipaggiati.
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Viaggiatore ed esperto di sicurezza coordino le attività di ricerca e sviluppo dell'associazione e tengo corsi di formazione on-line

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