Caterina Villa

Caterina Villa

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Per descrivermi con una parola, chi mi conosce usa spesso il temine “vagabonda”, data la costante predisposizione allo spostamento: viaggiare, provare, scoprire, conoscere, ritornare. E riprendere da capo. Anche per tale motivo ho deciso di essere freelance, libera di decidere e di andare dove voglio e, naturalmente, posso. Non si tratta solo di mordi e fuggi, sono solita piantare semi nei luoghi che attraverso, di amicizia o di pura affezione personale che, con grande fortuna, spesso germogliano e sviluppano radici. Per questo ci sono tanti posti che sento come casa mia. Casa mia è il pianeta. Mi hanno insegnato a riempire gli occhi, ad apprezzare e scrutare con curiosità quello che ci circonda, ho infatti un amore viscerale verso la natura, le piante, la cultura, l’architettura. Paesaggio, lo chiamano, con una definizione plenaria del termine, nelle sue innumerevoli sfumature e sfaccettature. Giardini e ville, sistemazioni urbanistiche e territoriali, metodi colturali, itinerari antichi e nuovi: l’uomo, nel suo abitare la Terra, ha plasmato il territorio, con risultati sorprendentemente armoniosi. Conservare lo stupore che avvolge la sinergia risultante da crescita e rispetto reciproco, dovrebbe essere il punto di arrivo di tutti i viaggi, raccontati o vissuti, quotidiani o prolungati; quello di partenza, aprire gli occhi e vederla.

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